NBA Power Ranking 2018-19: Western Conference

NBA Power Ranking 2018-19: Western Conference

Secondo e ultimo appuntamento con il Power Ranking della stagione 2018-19 di NBA. Oggi tocca alla Western Conference dove le gerarchie sono tutt’altro che stabilite: se le prime 5 posizioni sembrano abbastanza sicure, dal sesto all’undicesimo posto si potrebbe scatenare una vera e propria bagarre per gli ultimi piazzamenti ai playoff. Attenzione anche a possibili sorprese dalle retrovie…

1. Golden State Warriors

Ben poco da dire su quello che sembra a tutti gli effetti un primo posto scontato. I campioni in carica sono rimasti praticamente gli stessi, aggiungendo addirittura DeMarcus Cousins ha una squadra già stellare. Quando il centro ex Kings e Pelicans tornerà a disposizione dall’infortunio, coach Kerr avrà un quintetto composto da 5 all stars (Curry – Thompson – Durant – Green – Cousins): qualcosa di veramente “illegale”. Nel frattempo gli Warriors avranno modo anche di far crescere i giovani Kevon Looney, Damian Jones e Jordan Bell che promettono bene. Primo posto in ciabatte.

2. Houston Rockets

Dopo l’exploit dello scorso anno Houston potrebbe soffrire l’addio di un giocatore importante per gli equilibri di squadra come Trevor Ariza e inoltre avrà sicuramente bisogno di tempo per ritrovare il migliore Carmelo Anthony. La squadra di D’Antoni resta comunque la principale contender degli Warriors grazie al super duo Harden – Paul e ad un Capela in formato super. Il primo posto di regular season sembra difficile da confermare, ma ai playoff potrebbero vendere la cara la pelle in un’ipotetica finale di Conference contro gli Warriors: soprattutto se D’Antoni dovesse riuscire a ritrovare il Carmelo Anthony dei tempi di Denver.

3. Oklahoma City Thunder

Dopo diversi anni, finalmente Oklahoma può contare su una panchina di buon livello. I Thunder hanno sì perso Carmelo Anthony, ma si sono rinforzati con gli arrivi di Nerlens Noel, Dennis Schroder, Mike Muscala e Timothe Luwawu-Cabarrot. Il quintetto è rimasto, invece, sempre lo stesso (Westbrook – Roberson – George – Patterson – Adams), con “mister tripla doppia” Russell Westbrook e un ritrovato Paul George pronti a trascinare i Thunder ad un terzo posto a Ovest che sembra tranquillamente alla loro portata.

4. Los Angeles Lakers

Avere in squadra il miglior giocatore al mondo ti garantisce quasi automaticamente la presenza ai playoff, nonostante la lotta a Ovest sia più agguerrita che ad Est. LeBron James è capace di spostare da solo gli equilibri di una squadra e, nonostante i compagni non siano gli stessi degli anni in cui ha vinto i suoi anelli, i Lakers hanno tutte le carte in regola per avere anche il fattore campo al primo turno dei prossimi playoff. McGee, Stephenson e Beasley sono l’usato sicuro da affiancare ai promettenti Ingram, Kuzma e Hart. L’esperienza di Rondo in regia permetterà a Lonzo Ball di crescere al meglio e affinare la sua tecnica. Il tutto è tenuto insieme dalla classe del “Re” che è pronto a scrivere un nuovo importante capitolo della sua carriera e della storia dei Lakers.

5. Utah Jazz

Niente cambi in estate per gli Utah Jazz che possono sempre contare su una squadra solida e ben costruita. Rubia in regia è tornato ad alti livelli, Mitchell ha dimostrato di essere un rookie fenomenale e la coppia Favors – Gobert sotto i tabelloni da molte garanzie. Anche la panchina potrà essere d’aiuto ai Jazz di coach Quin Snyder che, se non avranno particolari infortuni, riusciranno a ripetere il campionato dello scorso anno.

6. New Orleans Pelicans

Un solo uomo al comando: Anthony Davis. Il “monociglio” dei Pelicans riuscirà a portare ancora la sua squadra ai playoff e a far appassionare sempre più il pubblico di New Orleans e non solo. Quest’anno poi Davis non è più da solo: Payton e Randle sono due ottimi innesti che possono aiutare a variare le soluzioni offensive dei Pelicans. Fondamentali in quest’ottica saranno anche i tiratori Holiday e Mirotic. I playoff per i Pelicans non sono di certo un miraggio.

7. San Antonio Spurs

Rivoluzione  in Texas: gli Spurs hanno detto addio a Ginobili, Parker e Leonard, ma hanno accolto un altro all star come DeRozan e il nostro Marco Belinelli. Nonostante i cambiamenti, la presenza di Popovic in panchina e quella in campo di giocatori come DeRozan, Aldrige, Gay e Gasol dovrebbe garantire a San Antonio l’ennesima presenza ai playoff. Pensare di fare qualcosa di più diventa però difficile.

8. Los Angeles Clippers

La perdita di un centro come DeAndre Jordan sicuramente si farà sentire, ma l’arrivo di Gortat e i recuperi di Beverley e Bradley fanno sicuramente ben sperare i Clippers. Se la Dea Bendata assisterà la squadra di Doc Rivers sul piano degli infortuni, un posto ai playoff potrebbe essere a portata di mano. La bagarre c’è e i team in lotta per l’ottavo posto a Ovest sono tutti molto agguerriti, ma i Clippers potrebbero aver quel qualcosa in più grazie al nostro Danilo Gallinari e alla difesa del duo Bradley – Beverley. Punti importanti arriveranno sicuramente anche dalla panchina con Lou Williams, Milos Teodosic, Luc Mbah a Moute e Boban Marjanovic. L’anno scorso sono stati tassati dagli infortuni, ma i Clippers hanno una squadra completa e che può ambire con diritto alla post season.

9. Denver Nuggets

Gran parte delle fortune dei Nuggets passeranno dalle mani di Isaiah Thomas: se l’americano tornerà quello dei Celtics le “pepite d’oro” si candidano con diritto per un posto ai playoff. Altrimenti la posizione di Denver si fa sicuramente più complicata, anche se non tutto è perduto grazie alla stella Jokic, all’esperienza di Millsap e ai giovani Murray e Harris. Il roster dei Nuggets è sicuramente competitivo e pronto a lottare per tornare ai playoff, ma non sarà facile… soprattutto senza l’apporto di Thomas.

10. Portland Trail Blazers

Riusciranno Lillard e compagni a ripetere l’exploit e il terzo posto della scorsa stagione? Io credo che quest’anno sarà molto più difficile per loro… Certo i Blazers possono contare su un all star come Lillard, ma non hanno cambiato nulla in estate e la squadra come visto anche negli ultimi playoff non è di altissimo livello. McCollum e Nurkic sono due ottimi partner per Lillard, ma la lotta quest’anno sarà ancora più agguerrita e Portland potrebbe farne le spese.

11. Minnesota Timberwolves

Tira una brutta aria in Minnesota, dove si è abbattuto il ciclone Jimmy Butler. Già l’anno scorso i TWolves hanno fatto molta fatica a strappare l’ottavo posto a Ovest, ma in questa stagione sarà ancora più difficile e inoltre bisognerà capire come la società vorrà muoversi sul delicato tema “Butler”. Finché l’ex Bulls resterà in Minnesota sicuramente giocherà al meglio delle sue possibilità, ma le sue parole e i suoi atteggiamenti sicuramente non fanno benissimo ad uno spogliatoio poco compatto. Inoltre, qualora Butler dovesse essere scambiato a stagione in corso, i Timberwolves potrebbero scivolare sempre più giù in classifica… stagione buia in Minnesota.

12. Phoenix Suns

Phoenix può sicuramente sorprendere in questa stagione: i playoff non sembrano alla portata, ma l’ultimo posto della passata stagione è decisamente migliorabile. Salvo particolari exploit o declini di altre squadre, li vedo in lotta con i Mavericks per la 12ª e 13ª posizione. Voglio però dare un po’ più di fiducia ai Suns che finalmente hanno due potenziali all star come Devin Booker e la prima scelta assoluta DeAndre Ayton. A questi si aggiunge l’esperienza di due veterani come Trevor Ariza e Ryan Anderson (letali anche dall’arco) e la voglia di stupire dei giovani Josh Jackson e Tj Warren. Resta il dubbio legato al ruolo di play con i soli Shaquille Harrison, Isaiah Canaan ed il rookie Elie Okobo che non danno grosse garanzie. Toccherà quindi a Booker prendersi più responsabilità anche nel ruolo di play. I Suns ci faranno divertire.

13. Dallas Mavericks

Gli arrivi di Doncic e DeAndre Jordan danno vita dalle parti di Dallas ad un quintetto sicuramente rispettabile, ma che difficilmente riuscirà ad andare oltre il 12° o il 13° posto. Sarà però molto interessante vedere la prima stagione oltre oceano della stellina europea Luka Doncic che avrà molti minuti nel ruolo di 3 e di 4. In cabina di regia spazio sempre alla sorpresa Dennis Smith Jr. (“steal” del draft 2017), mentre sulle ali c’è l’esperienza di Harrison Barnes e Dirk  Nowitzki. La panchina però è un po’ corta e non convince a pieno. Altra stagione senza infamia e senza lode per i Mavericks.

14. Memphis Grizzlies

Anche per i Grizzlies si prospetta una stagione più di bassi che di alti. Le buone notizie arrivano dal rientro di Mike Conley e dall’ottima pesca all’ultimo draft di Jaren Jackson. Insieme a loro c’è anche un veterano come Marc Gasol, ma le cose positive per Memphis si fermano qui. Probabilmente i Grizzlies passeranno una stagione all’insegna del “tankaggio” per ottenere una pesca alta al prossimo draft e continuare la ricostruzione.

15. Sacramento Kings

Dalle parti di Sacramento non ci sono grosse aspettative in vista di questa stagione: la squadra è sempre molto giovane e toccherà a coach Joerger far diventare i tanti talenti in erba delle piccole stelle. Le basi ci sono con De’Aaron Fox, Buddy Hield, Bogdan Bogdanovic, WIllie Cauley-Stein, Skal Labissiere e la seconda scelta dell’ultimo draft Marvin Bagley III; ma questa stagione probabilmente servirà ancora come rodaggio per i giovani Kings.

a cura di Valerio Pennati
(Twitter @ValerioPennati)

Valerio Pennati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *