Paul George si sveglia tardi, Curry e Durant anello e vittoria

Paul George si sveglia tardi, Curry e Durant anello e vittoria

I Golden State Warriors riprendono da dove avevano lasciato quattro mesi, con una vittoria per 108-100 ai danni dei Thunder privi della loro stella Russell Westbrook. La partita però nonostante l’assenza del numero #0 è stata più aperta di quello che ci si poteva aspettare, grazie ad un Paul George salito in cattedra a inizio secondo tempo, dopo i primi due quarti anonimi.

Alla Oracle Arena si comincia con la consegna degli anelli ai campioni NBA e con la salita verso il soffitto del banner del titolo che fa esplodere il pubblico di casa. Poi le luci si abbassano e si riaccendono con le squadre in campo per la palla a due. I primi due quarti sono un assalto dei padroni di casa che chiudono avanti 57-47, con un Curry da 19 punti (3/3 dall’arco) e un Durant da 15. Dall’altra parte i Thunder, partiti con Schröder e Ferguson nel backcourt e Ferguson a fare compagnia a Steven Adams sotto canestro, sono incapaci di resistere agli uomini della Baia e in attacco, complice un PG13 che chiude con soli 6 punti (1/8 dal campo), fanno una fatica dannata a trovare il canestro. Alla fine il -10 sembra essere un affarone viste le percentuali dei Thunder, 31% al tiro con il solo Schröder (12 punti) a salvare la baracca.

Nel secondo tempo cambia Paul George e cambia anche Oklahoma City: il numero #13 segna 15 punti nel solo terzo parziale, guidando un parziale di 22-9 che porta i Thunder addirittura sul 69-66, la partita si accende e si risvegliano anche i Warriors che grazie all’ennesima tripla di Curry chiudono anche il terzo quarto avanti di 4. Nell’ultimo quarto i Thunder pagano lo sforzo del quarto precedente, mentre i Warriors si godono Curry e Durant, rispettivamente da 32 (8 assist e 8 rimbalzi) e 27 punti, che nel finale inventano le giocate che ammazzano la partita.

Warriors subito vincenti all’esordio grazie ai loro quattro All-Star (solo Thompson rimane un po’ in ombra a causa dei compiti di marcatura su George), aspettando il rientro a gennaio di Cousins. Thunder che sono sembrati ancora lontanissimi dai campioni in carica e anche il ritorno di Westbrook non sevirà per ricucire il gap.

 

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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