NBA Power Ranking 2018-19: Eastern Conference

NBA Power Ranking 2018-19: Eastern Conference

La stagione NBA è finalmente iniziata e non poteva di certo mancare il classico Power Ranking per immaginare quale sarà la griglia finale del campionato più bello al mondo il prossimo 11 aprile.

Si parte con la Eastern Conference in cui, salvo sorprese, gran parte delle posizioni sembrano scontate anche se si potrebbe scatenare un vera e proprio bagarre per gli ultimi posti ai playoff.

1. Boston Celtics

Il quintetto di Boston sarà sicuramente una delle cose più belle da vedere in questa stagione NBA. Senza il “Re LeBron” a Cleveland, è facile dunque pronosticare un dominio incontrastato dei Celtics nella Eastern Conference. I giovani Tatum e Brown hanno un anno in più di esperienza e hanno già dimostrato di avere le stigmate dei campioni (soprattutto il primo); Irving in salute è una delle migliori point guard in circolazione e non dimentichiamoci del rientrante Hayward che, con dei compagni così, avrà tutto il tempo di riprendersi al meglio dal brutto infortunio. A tutto questo bisogna anche aggiungere due veterani come Marcus Morris e Al Horford; una panchina con ottimi comprimari come Smart, Rozier e Baynes ed un super coach come Brad Stevens… What else?

2. Philadelphia 76ers

A Phila si continua a credere sempre di più nel “processo” sulle ali di Simmons e Embiid. Personalmente stravedo per il numero 25 dei 76ers, giocatore totale destinato a diventare uno dei più grandi della Lega. La rosa è più o meno la stessa dell’anno scorso, con l’aggiunta di due buoni comprimari come Wilson Chandler e Muscala, oltre alla pesca di Zhaire Smith alla scelta numero 16. Unico dubbio su Fultz che però si è allenato molto in estate e potrà sicuramente essere utile alla causa di Phila… Trust The Process

3. Toronto Raptors

Se i canadesi avessero riconfermato il “coach of the year” Dwane Casey, avrei inserito i Raports in lotta con Boston ma così li vedo più in bagarre con Phila per il secondo posto. Toronto, nonostante l’addio a DeRozan e all’allenatore dell’anno Casey, ha accolto un all star come Kawhi Leonard e un buon tiratore come Danny Green: di certo in Canada possono iniziare la stagione con il sorriso. Nella casella arrivi si aggiunge anche Monroe per dare minuti di riposo a Ibaka e Valanciunas. Si prospetta quindi una grande stagione a Toronto, ma tanto dipenderà dalle condizioni fisiche di Leonard.

4. Milwaukee Bucks

I Cervi hanno tutte le carte in regola per conquistarsi il fattore campo nel primo turno dei playoff. Sarà sicuramente una dura lotta, ma tra le contender per il quarto posto nessuno ha un all star come Antetokoumpo (prime tre escluse). E’ vero i Bucks hanno perso il talento di Parker, ma hanno rinforzato il reparto lunghi con due veterani come Brook Lopez e Ersan Ilyasova. Una bella squadra nelle mani del nuovo coach Budenholzer, allenatore dell’anno nel 2015 dopo aver portato i suoi Hawks in vetta alla Eastern Conference.

5. Indiana Pacers

Alzi la mano chi si sarebbe aspettato una squadra così competitiva dopo l’addio di Paul George? Penso in pochi, ma Indiana nella scorsa stagione ha sorpreso in positivo sulle ali di Victor Oladipo che è definitivamente sbocciato a Indianapolis. La formazione è praticamente la stessa dell’anno passato, con l’aggiunta di due buoni comprimari come Tyreke Evans e Doug McDermott in uscita dalla panchina. Stessa posizione dell’anno scorso? Direi di sì!

6. Miami Heat

Altra squadra totalmente confermata che potrà ripetere il buon sesto posto della passata stagione. Con Spoelstra in panchina gli Heat possono partecipare in scioltezza ai playoff anche in questa stagione, ma probabilmente usciranno al primo turno senza colpo ferire. Resta però una stagione storica per i tifosi di Miami che accompagneranno da vicino l’ultima stagione della stella Dwyane Wade.

7. Washington Wizards

I maghetti della capitale sono una squadra molto talentuosa e forse più lunga degli scorsi anni, ma nell’ultima stagioni hanno sempre dato l’idea di non avere quel qualcosa in più per fare il definitivo salto di qualità. Oltre ai soliti noti gli Wizards hanno allungato la rosa con due buoni backup come Austin Rivers e Jeff Green, sostituendo poi Gortat al centro con Howard. Inizialmente li vedo sì ai playoff, ma intorno al settimo posto: se ci dovessero essere però le giuste “congiunzioni astrali” i maghetti potrebbero anche essere una piacevole sorpresa.

8. Detroit Pistons

Uno dei migliori reparti lunghi della NBA e l’ultimo “coach of the year” in panchina dovrebbero voler dire playoff sicuri. Dalle parti di Detroit però l’equazione non è così scontata, anche se in partenza i Pistons hanno tutte le carte in regola per ritornare ai playoff. Casey in panchina è una garanzia, così come la coppia Griffin – Drummond e quella dei play Reggie Jackson e Ish Smith. I punti di domanda restano, soprattutto nel reparto guardie e ali piccole: toccherà a coach Casey trovare la giusta quadratura.

9. Cleveland Cavs

I Cavs arrivano da un modesto quarto posto con in squadra il miglior giocatore al mondo. Senza di lui riusciranno a centrare i playoff? Dalle parti di Cleveland c’è chi crede di sì, ma io penso proprio di no anche se grazie a Love proveranno a lottare fino all’ultimo. L’idea di Lue è quella di correre, correre e correre: il tecnico vuole alzare il ritmo dell’attacco per premiare i velocisti e i tiratori presenti in squadra. La mossa potrebbe far divertire il pubblico, ma ai Cavs sembra mancare un vero e proprio trascinatore e soffriranno sicuramente l’addio di Lebron James. Toccherà a Love prendere la pesante eredità, ma forse da solo non riuscirà a portare i suoi ai playoff.

10. Charlotte Hornets

Per la franchigia del grande Michael Jordan si prospetta un’altra stagione con il forte rischio di restare fuori dai playoff. Anche agli Hornets infatti, così come ai Wizards, sembra mancare sempre quel qualcosa in più per il definitivo salto di qualità. Quest’anno è arrivato Tony Parker da San Antonio per portare la sua grande esperienza e potrà essere molto utile dalla panchina per far rifiatare Kemba Walker. Nel reparto lunghi però Howard è stato sostituito con Biyombo che non dà di certo le medesime garanzie. Per il resto la formazione è sempre la stessa, ma restano diversi punti interrogativi così come sulla nuova guida in panchina: coach James Borrego.

11. Chicago Bulls

Vi devo confessare che il quintetto titolare dei Bulls mi ispira e non poco. LaVine e Parker cercheranno di stare lontani dagli infortuni per esplodere definitivamente. Dunn in regia deve ancora consacrarsi, ma ha buoni colpi; così come Markkanen che però dovrà restare fuori già per due mesi. Completa lo starting five l’usato sicuro Robin Lopez. Un quintetto giovane, pronto a correre e stupire. Penso che questa sarà una stagione di transizione per i Bulls per iniziare ad aprire definitivamente un nuovo ciclo: se la Dea Bendata assisterà coach Hoiberg sul lato infortuni, magari Chicago potrebbe anche scalare un paio di posizioni in più. I playoff al momento però sembrano fuori portata.

12. New York Knicks

L’unicorno Porzingis quest’anno avrebbe potuto non predicare più solitario nel deserto, ma il brutto infortunio contro cui sta lontano potrebbe tenerlo fuori per molto tempo. Tutti i fari così, in attesa del rientro del lettone, saranno dunque puntati su Mudiay che inizierà da subito la stagione in maglia Knicks e sulla settima scelta al draft Kevin Knox. Completano il quintetto Hardaway Jr. e Kanter. Un po’ poco per poter ambire ad un posto playoff, considerando che non si conosce ancora la data di rientro di Porzingis: si prospetta un’altra stagione nei bassifondi per i tifosi dei Knicks.

13. Brooklyn Nets

Un nome solo può svoltare in positivo la stagione dei Nets, ovvero quello di D’Angelo Russell. L’ex Lakers sembra aver preso maggior consapevolezza nei suoi mezzi e potrebbe dimostrare tutto il suo talento. Di contorno troviamo l’esperienza di Kenneth Faried e DeMarre Carroll; oltre ai tanti “talentini” sbocciati nella scorsa stagione. Su tutti Dinwiddie e il centro Allen che possono sorprendere. Come per i Knicks però è troppo poco per arrivare nelle prime otto.

14. Orlando Magic

Comprendere i Magic non è semplice visto che in rosa sono presenti giocatori ormai affermati, ma che non riescono a far svoltare la franchigia di Orlando. Non aiuta sicuramente la tenuta fisica di molti giocatori e anche alcune carenze nel reparto “piccoli”. Occhi puntati sulla sesta scelta assoluta Mo Bamba, ma senza Gordon e Vucevic i Magic sono poco incisivi in attacco. Facilmente troveremo Orlando tra le prime squadre a chiamare nel prossimo draft.

15. Atlanta Hawks

Ricostruzione è la parola chiave ad Atlanta che sta completamente ripartendo dopo alcuni anni neri. Ci sono tante giovani promesse in maglia Hawks che fanno ben sperare, ma ci vorranno alcuni anni prima che il progetto dia i giusti frutti. Per questo una scelta nelle prime tre al draft 2019 potrebbe anche aiutare.

a cura di Valerio Pennati
(Twitter @ValerioPennati)

Valerio Pennati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *