Corsa all’MVP – Tutti i possibili scenari!

Corsa all’MVP – Tutti i possibili scenari!

Ci siamo! Non è neanche iniziata la nuova stagione NBA che già si parla, ovviamente, di chi sarà il futuro MVP della Regular Season.
Già, il premio individuale più cercato, desiderato e, perché no, anche invidiato. Conquistarlo vuol dire entrare di diritto nell’Olimpo dei più grandi, far parte della creme delle creme della pallacanestro a stelle e strisce, scrivere per sempre il proprio nome all’interno della Lega più importante del mondo.

E quindi eccoci qui, a poche ore dalla prima palla a due stagionale, a fare previsioni su uno dei premi forse più imprevedibili in assoluto perché sì, ci sono ovviamente dei principali candidati, ma le variabili in gioco sono talmente tante che spesso i valori in campo possono cambiare, e in alcuni casi anche ribaltarsi completamente rispetto allo scenario iniziale.

Detto ciò, dovremmo pur scrivere di qualcosa, perciò ecco a voi una selezione di quelli che, presumibilmente, si sfideranno per la vittoria finale. Anche perché già lo sappiamo che qualche sorpresa, che ovviamente non inseriremo quest’oggi nell’articolo, ci sarà e quindi ci mettiamo l’anima in pace fin da subito.

 

James Harden, MVP della stagione 2017/18 (Credits: Rsi Sport)

 

HARDEN: È il campione uscente. La scorsa è stata la stagione della completa maturazione di James Harden, leader assoluto all’interno di un sistema di gioco vincente – almeno in RS – come quello dei Rockets, e capace di andare oltre i 30 punti di media, conditi anche da quasi 9 assist e 4.4 rimbalzi in 35 minuti di utilizzo. Numeri da fenomeno assoluto, che lo candiderebbero di diritto tra i candidati per il prossimo MVP, se non fosse che l’arrivo di Melo potrebbe togliergli palloni e punti. In più, è forse svanito l’effetto sorpresa per Houston che, dopo il primo posto nella passata stagione, potrebbe non essere in grado di ripetere le stesse cose fatte in un’annata d’oro, macchiata soltanto dalla mancata qualificazione alle Finals.

JAMES: Sono ormai 5 anni che il Re non vince il premio tanto ambito, conquistato però in realtà già quattro volte in carriera. Il ‘limite’ di Lebron lo sappiamo tutti, ed è solo quello del minutaggio, anche perché sul lato tecnico ci troviamo di fronte ad uno dei 3 più forti di sempre. Ormai però, a quasi 34 anni, è d’obbligo amministrarsi durante la RS per non sbagliare l’appuntamento con i playoff. Lui però resta The Chosen One, ed i Lakers sono attualmente una mina vagante: se dovessero stupire tutti, LBJ Mvp potrebbe diventare più di una semplice idea.

WESTBROOK: Quando si tratta di premi individuali, non si può non parlare di lui. Si scherza ovviamente, ma molto del futuro di Okc dipenderà da Westbrook, e viceversa. Fallito l’esperimento Melo, ai Thunder non resta che sperare nello 0 e nel 13, Paul George. Se Mr. Triple Double dovesse ripetere la spettacolare annata del 2016/17, Oklahoma potrebbe essere la sorpresa ad Ovest, ed in quel caso anche lo stesso Westbrook diventerebbe nuovamente un serio candidato all’MVP. Tutto dipenderà da lui, o dalla squadra. Insomma, ci siamo capiti no?

DURANT: Si, Kevin Durant, o Curry se preferite, basta che sia di Golden State. Se i Warriors tornano a comandare anche in RS, come hanno già dimostrato di saper fare in passato (73-9 vi dice qualcosa?), uno dei ragazzi di Kerr potrebbe a quel punto vincere il premio. Poi lì dipenderà molto da come andrà la stagione, quali saranno i minutaggi, gli eventuali exploit, e cosi via…

IRVING: La scorsa stagione un infortunio al ginocchio non ci ha permesso di vedere Kyrie Irving durante i playoff e per le ultime partite di RS, privando alla prima scelta al Draft del 2011 anche la corsa all’MVP. Quest’anno Brad Stevens avrà finalmente a disposizione l’intero roster, motivo per cui bisogna aspettarsi tanto da questi Celtics. Con la partenza di LBJ, direzione Los Angeles, l’assalto al primo posto ad Est è un obiettivo che Boston può e deve raggiungere. Se i neroverdi non tradiranno le attese ed Irving si confermerà la stella della squadra, l’ #11 avrebbe assicurato un posto in lista per il premio.

ANTETOKOUNMPO: Durante una partita di pre-season contro i Timberwolves, che Flavio Tranquillo ha definito essere quella in cui è diventato “maggiorenne”, ha fatto vedere a tutti quanto sia migliorato durante l’estate. Vedere un giocatore con quel fisico fare palleggio, arresto e tiro con i piedi dietro l’arco, significa guardare anche oltre il futuro. Giannis è l’unico nella storia NBA ad aver fatto segnare per 4 stagioni consecutive un aumento di almeno 4 punti di media rispetto alla stagione precedente, se dovesse riuscirci anche quest’anno il premio starebbe già volando in direzione Milwaukee.

DAVIS: È uno dei pochi lunghi che scrive alla lista dei candidabili al premio di MVP, visto come ha trascinato i Pelicans lo scorso anno dopo l’infortunio di Cousins. Anche qui, i mezzi fisici e tecnici sono sconfinati, ma rimane qualche dubbio su quanto possano dargli una mano i compagni a NOLA. La passata stagione arrivò terzo nella corsa al MVP, quest’anno vuole guardare tutti dal gradino più alto.

LEONARD: È la nostra scommessa. Ai Raptors lo sanno, l’unico – e forse neanche basterà – modo per trattenere Leonard è quello di fare una stagione sensazionale. Per i Raptors non è neanche troppo difficile, basta soltanto fare meglio ai playoff.
Scherzi a parte, se mai dalle parti di Toronto dovessero ritrovarsi nuovamente primi ad Est, con un Leonard a pieno servizio, l’ex ala degli Spurs potrebbe avere l’occasione di vincere per la prima volta in carriera l’MVP, dopo aver conquistato quello delle Finals con gli Speroni. Difficile prevedere come andrà, ma un euro su Leonard noi ce lo buttiamo volentieri.

Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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