Coach of The Year: Stevens contro tutti?

Coach of The Year: Stevens contro tutti?

Esiste un ruolo più “pericoloso” dell’allenatore? Penso proprio di no. Se è vero che i giocatori giocano e vincono/perdono le partite, è altrettanto vero che gli allenatori sono i primi a pagare le conseguenze dei risultati di squadra. L’anno scorso abbiamo avuto un esempio lampante da questo punto di vista: Dwane Casey dopo aver condotto i suoi Toronto Raptors ad essere la miglior squadra della Eastern Conference durante la Regular Season (per la prima volta nella storia della franchigia), è stato licenziato al termine dell’ennesima serie di play-off (la terza) persa contro i Cavs.

A fine stagione Casey è stato votato allenatore dell’anno, con molte lamentele naturalmente, ma ha dovuto fare le valigie in direzione Detroit.

Coach Dwane Casey premiato agli NBA Awards. (Credits by Chris Pizzello/Invision).

Fare un pronostico è difficile, ma chi potrebbero essere i candidati a vincere il premio quest’anno? Vediamolo insieme.

BRAD STEVENS: l’anno scorso si è dovuto accontentare del terzo posto, nonostante abbia portato una squadra privata delle sue due stelle alla finale di Conference. È uno dei migliori allenatori (se non il migliore) in circolazione e quest’anno avrà tutti a disposizione.

STEVE KERR: neanche un voto per lui durante la passata stagione, una bestemmia in senso cestistico per uno che continua a reinventare una squadra nonostante le pretese altissime e continua a vincere. Quest’anno avrà 5 All-Star a disposizione, per vincere il premio dovrá in qualche modo sorprendere e per poter sorprendere dovrà fare il miracolo.

LUKE WALTON: per la prima volta in carriera ha una squadra pronta, un mix tra veterani e giovani, starà a lui trasformarlo in un mix vincente. Dovrà dare un’identità ad una squadra rivoluzionata e ha il Re dalla sua parte (che potrebbe essere un bene o un male, per informazioni chiedere a Tyronn Lue).

MIKE D’ANTONI: ha sorpreso tutti riuscendo a far coesistere Paul e Harden e ha sfiorato l’impresa contro i Warriors. Riuscirà a migliorarsi? Difficile ma non impossibile.

BRETT BROWN: il secondo classificato dello scorso anno, in estate ha guadagnato sì un gruppo più maturo, ma ha perso tutta la profondità del roster che aveva caratterizzato i 76ers della passata stagione. L’obiettivo è arrivare alle finali di Conference, altrimenti il premio è lontano.

DWANE CASEY: è il detentore del premio, ma ha cambiato squadra. I Pistons non sembrano competitivi come i Raptors dello scorso anno. Ripetersi è la cosa più difficile da fare nello sport, ma mai dire mai.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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