Chi sarà il Defensive Player of the Year?

Chi sarà il Defensive Player of the Year?

Con il mondo della NBA che viaggia veloce verso uno stile di gioco sempre più votato all’attacco e basato sulla ricerca quasi ossessiva del tiro dalla lunga distanza, trovare grandi difensori nel basket moderno sta diventano sempre più complicato. Ecco che, allora, il premio di Miglior Difensore dell’anno sta diventando sempre più motivo di orgoglio, anche se la cerchia di coloro che possono ambirvi si sta sempre più riducendo.

Lo scorso anno a mettere le mani sul trofeo è stato, per la prima volta in carriera, Rudy Gobert. Il centro francese degli Utah Jazz è stato il terzo europeo a farlo dopo Marc Gasol e Joakim Noah, a seguito di una stagione in cui è stato trascinatore e anima difensiva della squadra di Salt Lake City;  nonostante abbia giocato solo 56 partite, i numeri parlano chiaro: 4° per stoppate totali (129), 2° per Defensive Rating (99.5) e 2° per Defensive plus/minus.

Rudy Gobert alla cermonia di premiazione. (Credits by Chris Pizzello/Invision).

Quest’anno la lotta sembra essere altrettanto accesa, vediamo chi può aspirare a sollevare il premio di Difensore dell’anno a fine stagione:

GOBERT: è il detentore del premio e gioca in una squadra che fa dell’organizzazione difensiva uno dei propri capisaldi. L’anno scorso ha vinto, ma probabilmente lo avrebbe meritato di più due anni fa quando fu semplicemente insuperabile, ma dovette arrendersi al numero 23 della Baia.

GREEN: a differenza del 2016-17 quando fu proprio il suo anno, nella passata stagione, invece, forse a causa del mancato primo posto in RS degli Warriors si è dovuto “accontentare” solo del 6° posto. Draymond, però, è un tipo orgoglioso e quest’anno proverà a riscattarsi.

CAPELA: anche grazie a lui i Rockets lo scorso anno sono stati la sesta miglior difesa della Lega, ma nessuno glielo ha riconosciuto, visto che il centro svizzero non ha ottenuto neanche un voto. Quest’anno Ariza è andato via e Houston può fare affidamento quasi solo su di lui.

ADAMS/ROBERSON/GEORGE: OKC deve ringraziarli se la stagione non è naufragata prima del previsto. Il primo non sembra molto interessato ai premi individuali, il secondo salterà l’inizio di stagione per infortunio e il terzo quest’anno avrà ancora più compiti offensivi, ma una cosa è certa, senza di loro i Thunder difensivamente colano a picco.

EMBIID: a sorpresa lo scorso anno si è classificato secondo in classifica alle spalle di Gobert, quest’anno dovrà confermarsi, ma, al momento, non sembra ancora pronto per sollevare il premio a fine stagione. Trust the Process.

DAVIS: è un’arma totale e non sarà l’unico premio per il quale lotterà quest’anno. I Pelicans, probabilmente, si sono leggermente indeboliti, quando è con le spalle al muro, però, “The Brow” risponde sempre per quello che è: un campione.

LEONARD: è tornato, forse. Quando a inizio anno si fanno previsioni di questo tipo, se Kawhi è sano va di diritto nella lista dei possibili migliori difensori della Lega. Deve essere l’anno del riscatto e, se dovesse essere sano, quale modo migliore per ricominciare? Proprio questo.

HOLIDAY: la stagione ’17/’18 è stata quella che ha fatto vedere a tutti quanto Jrue sia un giocatore sottovalutato, soprattutto difensivamente. Nei PO ha messo la museruola a Lillard e McCollum e non ha sfigurato neanche con i Warriors. Se cercate la sorpresa, potrebbe essere lui.

SMART: un’altra sorpresa potremmo trovarla in casa Celtic, visto che il ragazzo da Oklahoma State University rappresenta al meglio lo spirito della franchigia in Verde. Certo partire dalla panchina può essere uno svantaggio, ma nei momenti caldi della partita Marcus ci sarà.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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