PAGELLONE: EP.29 – SAN ANTONIO SPURS

PAGELLONE: EP.29 – SAN ANTONIO SPURS

VOTO: 5.5

“Mai scommettere contro gli Spurs” recita un vecchio detto; da qualche anno però la fortuna ha misteriosamente deciso di voltare le spalle agli Speroni. Nonostante tutto, però, anche lo scorso anno l’obiettivo play-off è stato raggiunto, anche se per la prima volta nella gestione Popovich con meno di 50 vittorie (escludendo la stagione 1998-1999, quando si giocarono solo 50 partite, ma la proiezione era comunque sopra le 60).

Quest’estate, però, per i tifosi nero-argento è stata veramente un colpo al cuore. La prima pugnalata è stata data con l’addio di Kawhi Leonard e Danny Green, partiti in direzione Toronto, dopo che la dirigenza non è riuscita a ricucire i rapporti con il numero #2, dopo un inverno passato da separati in casa, con dissidi continui causati dai metodi di recupero dello staff medico texano (reputati inefficaci e affrettati dall’entourage di Leonard).La seconda pugnalata, invece, è stato il mancato rinnovo di Tony Parker, che dopo 16 anni alla corte di Popovich, ha preferito Charlotte come ultima tappa, probabilmente, della sua vita cestistica. La terza, invece, è arrivata qualche settimana fa e non ha colpito solo lo spogliatoio Spurs, ma tutto il mondo del basket: Manu Ginobili ha deciso di mettere la parola “fine” ad una delle carriere più entusiasmanti degli ultimi due decenni di basket d’oltreoceano.

Dopo Duncan anche Ginobili si ritira, Parker vola a Charlotte e Leonard a Toronto: in un’estate tre dei Big4, Campioni NBA 2014, hanno abbandonato gli Spurs.

Naturalmente le brutte notizie non arrivano mai da sole e, quindi, ecco che Lonnie Walker IV, chiamata numero 18 dell’ultimo Draft in uscita dai Miami Hurricanes, si opererà a causa di uno strappo al menisco mediale e, quindi, resterà fuori tra le 6 e le 8 settimane. Ulteriore tegola per gli Spurs è stato il recente infortunio di Dejounte Murray, promosso già dopo la pausa dell’All-Star Game 2018 a playmaker titolare e che quest’anno avrebbe dovuto fare il tanto atteso salto di qualità: al nativo di Seattle è stato diagnosticata la rottura del legamento crociato, con tempi di recupero ancora da stabilire.

In chi sono riposte quindi le speranza dei derelitti San Antonio Spurs? I nomi sono due: DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge. L’ex Raptors arriva da una stagione in cui non è riuscito a confermare l’exploit di due anni fa, ma è comunque un All-Star capace di segnare in qualsiasi situazione (è migliorato anche nel tiro da fuori) e garantire anche tanti punti in isolamento, oltre ad avere affinato le sue doti da passatore lo scorso anno. Aldridge, invece, è stato la ciambella di salvataggio degli Spurs edizione 2017-2018: Popovich gli ha dato più libertà e lui lo ha ringraziato regalandogli una stagione da trascinatore, con 23 punti e 8 rimbalzi di media a partita, cifre che non si vedevano dal suo ultimo anno a Portland. A dirla tutta, i nomi sarebbero tre: sì perchè in estate a fatto ritorno in Texas anche il nostro Marco Belinelli, che, dopo l’esaltante parentesi a Philadelphia, è tornato per dare una mano alla squadra che lo ha fatto diventare il primo italiano a laurearsi campione NBA; se i numeri dovessero rimanere quelli della passata stagione, a San Antonio potrebbero aver fatto bingo.

Riuscirà DeRozan a non far rimpiangere Kawhi Leonard?

E allora cosa ne sara degli Spurs? Popovich riuscirà a compiere l’ennesimo miracolo? DeRozan e Aldridge riusciranno a coesistere? Basterà il solo Patty Mills in cabina di regia? Rudy Gay e Pau Gasol hanno ancora minuti di qualità da garantire? Belinelli sarà quello dello scorso anno? I dubbi sono tanti, ma non dimentichiamoci che lo scorso anno senza il loro giocatore più importante la truppa di coach Popovich ha raggiunto comunque i play-off. E poi c’è quel vecchio detto…

 

QUINTETTO: Mills – DeRozan – Gay – Aldridge – Gasol

 

Nel frattempo ci godiamo il meglio che abbiamo visto in Texas, sponda Spurs:

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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