PAGELLONE: EP.26 – PHOENIX SUNS

PAGELLONE: EP.26 – PHOENIX SUNS

VOTO: 6.5

Forse il sole a Phoenix sta veramente sorgendo e per la prima volta nell’ultima decina d’anni nella capitale dell’Arizona si respira un velato ottimismo, se non per l’immediato futuro quanto meno per il lungo periodo.

Sì perchè i Suns avevano la prima chiamata al Draft e hanno deciso di spenderla per DeAndre Ayton, 216 centimetri per 113 chili e un fisico che raramente si è visto su un neo-ventenne. Il centro bahamense  ha dimostrato già dal college di avere un potenziale praticamente infinito (20.1 punti, 11.6 assist e 2 stoppate nelle 35 sue partite per gli Arizona Wildcats): ottimo tiro, grande capacità di correre il campo, buone doti da passatore e presenza intimidatoria sia a rimbalzo che in difesa. Naturalmente Ayton dovrà dimostrare quanto di buono fatto al college anche nel basket dei grandi, dove si confronterà per la prima volta con giocatori capaci di affrontarlo in 1 vs. 1, soprattutto viste le numerose pause che il ragazzone da Nassau tende a prendersi durante la partita. Altro innesto arrivato dal Draft è stato Mikal Bridges, preso con la chiamata numero 10 (di proprietà di Phila), probabilmente uno dei prospetti più pronti grazie alla capacità del ex-Wildcats di essere decisivo, silenziosamente, su entrambi i lati del campo (vi ricordate di un certo Kawhi Leonard a inizio carriera?).

Mikal Bridges e DeAndre Ayton, i volti nuovi dei giovani Suns. (Credits by Mark J. Rebilas/Usa Today Sports)

Il velato ottimismo è dato soprattutto dal fatto che l’età media del roster è veramente bassa (Ayton come detto ha 20 anni, Bridges e Booker ne hanno 22, Jackson e Bender 21), nonostante la mole di talento sia comunque altissima. Ecco che, allora, la dirigenza Suns, nei panni del GM Ryan McDonough, ha deciso di cercare sul mercato giocatori che garantissero minuti di esperienza alla truppa del nuovo allenatore Igor Kokoskov, alla prima esperienza oltreoceano: sono arrivati, quindi, Trevor Ariza (che garantirà difesa e tiri sul perimetro), il rientrante Isaiah Canaan e Ryan Anderson (quest’ultimo dopo una trade che ha privato, però, i Suns di Marquese Chriss e Brandon Knight).

Trevor Ariza arriva da FA dopo 5 anni a Houston e ricoprirà sin da subito lo spot di ala piccola. (Credits by Joe Camporeale/USAToday Sports)

Pensare a dei Phoenix Suns subito da play-off dopo 8 anni di purgatorio (l’ultima volta era ancora la squadra di Nash, Stoudemire e di un giovane Dragic) sembra quasi impossibile, visto che nella Conference ci sono almeno 8-9 squadre più attrezzate, che Booker (rinnovato a cifre monstre) salterà le prime partite per un infortunio e che, effettivamente, non ci sono playmaker nel roster (oltre a Canaan, che però sembra essere oggettivamente poco). I Suns dovranno aspettare che almeno uno dei loro giovani, oltre al loro numero #1, esploda, vedere Josh Jackson e Dragan Bender (in crescendo nel finale della passata stagione) o gli stessi Ayton e Bridges. L’impresa non è semplice, ma in Arizona forse un nuovo “Process” sta nascendo.

 

QUINTETTO: Canaan-Booker-Ariza-Anderson-Ayton

 

Il meglio (anche se l’anno scorso ce n’è stato poco) della passata stagione a Phoenix:

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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