PAGELLONE: EP.21 – LOS ANGELES LAKERS

PAGELLONE: EP.21 – LOS ANGELES LAKERS

VOTO: 7

Nel dubbio, lunga vita al Re no? Se poi questo Re va a giocare a Los Angeles, da sempre la piazza più importante dell’intera lega, beh qualcosa di bello starà per accadere.

E qualcosa è già successo perché, come detto, Lebron James ha fatto la sua decisione quest’estate salutando per la seconda volta la sua Cleveland, per accasarsi sulle spiagge di LA.
Lebron, che non giocherà quindi per la prima volta in carriera ad Est, ha firmato un contratto quadriennale da 154 milioni di dollari totali, il che vuol dire una sola cosa, planning.
È indubbio il fatto che GSW resta, almeno per il momento, di un altro pianeta ed apparentemente non alla portata dei gialloviola che, però, con delle scelte calibrate la prossima estate, potranno cominciare a fare la voce grossa ad Ovest.

Riuscirà il Re a riportare il titolo in una città a cui manca dal 2010?

I movimenti di Magic Johnson, da questo punto di vista, ci danno delle conferme. Cosa accomunano Lance Stephenson, Caldwell-Pope, JaVale McGee, Rajon Rondo e Michael Beasley? Hanno tutti firmato un contratto annuale. Questo vuol dire che i Lakers si ritrovano ad oggi con soli 67.4 milioni di dollari impegnati in contratti garantiti per la stagione 2019/20.
È ormai evidente che la testa, nei piani alti dei californiani, è già rivolta verso la prossima Free Agency quando, con tutto questo spazio salariale, i gialloviola saranno una delle poche franchigie che potranno tentare un reale attacco a Kevin Durant, il quale potrebbe uscire dal proprio contratto con i Warriors per chiedere il massimo salariale, dopo due anni di rinunce nella Baia (in cambio, però di due titoli).

Stephenson, McGee, Beasley e Rondo: i veterani di LA. (Credits by BleacherReport)

Tutto sembra essere stato calcolato con perfezione magistrale, se non fosse che questo era probabilmente il piano B di Magic che, seppur con in mano la firma di James, ha fallito l’attacco ad un altro big da affiancare al prescelto. Paul George, Leonard, Butler, Cousins, sono stati tanti i nomi accostati ai Lakers ma, chi per un motivo e chi per un altro, nessuno in questa stagione vestirà gialloviola.

Quello fatto a Los Angeles resta comunque un buon mercato, impreziosito dalla scelta di puntare ancora sui giovani come Ingram, Ball e Kuzma. Una decisione coerente da parte della dirigenza, che dopo anni di bassifondi con l’obiettivo di ricostruire, ha quasi l’obbligo morale di dover ripartire dai ragazzi del Draft che, al fianco di Lebron James, possono finalmente diventare grandi.
Unica nota stonata, forse, è quella di Julius Randle, diventato unrestricted free-agent prima di firmare per i Pelicans. Il giocatore, che lo scorso anno ha giocato il miglior basket della propria carriera, ha criticato pesantemente le scelte fatte dalla dirigenza che, a suo dire, lo ha etichettato troppo presto come “vecchio”.

Detto questo, la stagione dei Lakers dovrà essere valutata esclusivamente a posteriori, senza dover dare degli obiettivi iniziali che sanno più di costrizione che di altro. L’avere Lebron James in roster non vuol dire raggiungere matematicamente le Finals, perché difficilmente al meglio delle 7 i Lakers potrebbero avere la meglio su GSW. Date tempo al tempo e, nel dubbio, lunga vita al Re.

 

QUINTETTO: Rondo-Pope-Ingram-James-McGee

 

Aspettando il Re, questo è il meglio della stagione passata nella Città degli Angeli, sponda Lakers:

Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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