PAGELLONE: EP.17 – DENVER NUGGETS

PAGELLONE: EP.17 – DENVER NUGGETS

VOTO: 6

Dove ci eravamo lasciati? Ah sì. Ultima partita di regular season, Denver vs. Minnetosa. È l’ottava contro la nona, e chi vince va ai play-off. A spuntarla sono i ragazzi di Thibodeau, al primo supplementare.
Per la franchigia del Colorado una doccia freddissima, la seconda consecutiva dato che anche lo scorso anno arrivarono ad un passo dall’ottavo posto.

Sarà finalmente questo la stagione del definitivo salto di qualità dei Nuggets? Difficile dirlo. Certamente la sfida con i TWolves ha fatto capire alla squadra di coach Malone di poter competere anche con dei roster più pronti.

L’estate ha messo fin da subito alle corde Karnisovas, GM di Denver, che già dalle prime battute della off-season si è trovato a dover scegliere se rinnovare o meno alcuni dei pezzi più importanti della propria franchigia. La risposta è stata semplice e diretta: 200 milioni sul piatto per i rinnovi di Nikola Jokic (con un quinquennale da 148 milioni di dollari complessivi) e Will Barton (quadriennale da 54 milioni complessivi).

Può essere l’anno della consacrazione di Jokic? (Credits by Nba.com).

Presi dall’entusiasmo, a Denver hanno anche pensato di firmare niente meno che Lebron James. L’idea era quella infatti di portare il Re in Colorado, convincendolo a farsi allenare nuovamente da Mike Malone, attuale coach dei Nuggets e assistente di Mike Brown ai tempi di Cleveland.
Purtroppo però i contratti citati in precedenza avevano già fatto superare il limite della luxury-tax a Karnisovas, che quindi si trovava costretto ad intavolare una sign-and-trade con i Cavs per arrivare al Prescelto. Troppo difficile e nulla di fatto, con Lebron che ha preso il volo verso la California, sponda Lakers.

Isaiah Thomas, dinamismo e punti nelle mani per Denver. (Credits by Sport Illustrated)

Al Draft, invece, Denver aveva la chiamata numero 14 e ha deciso di spenderla per Michael Porter Jr., la più grande incognita di quest’anno. L’ala piccola da Missouri da liceale era sempre indicato come la numero 1 assoluta, ma i problemi alla schiena dell’ultimo periodo (che l’hanno costretto a giocare solo 3 partite lo scorso anno al College) hanno spaventato molte squadre. Averlo preso così in alto potrebbe essere stata una vera e propria “steal” se Porter dovesse essere sano per tutta la stagione (anche se qualche mese fa si parlava addirittura di un possibile esordio rimandato all’anno prossimo), visto che da sempre il talento del nativo di Columbia non è mai stato in discussione.

Il mercato dei Nuggets però non si è concluso con il “no” di James, anzi. Dopo aver alleggerito la propria situazione economica, spedendo Kenneth Faried e Darrell Arthur a Brooklyn, si sono infatti buttati sulla Free Agency, dove è arrivato Isaiah Thomas, firmando un annuale a 2 milioni di dollari.
Un colpo perfetto per Malone che potrà usare il play in uscita dalla panchina o in coppia con Murray, spingendo sulla voglia di rivincita di Thomas, dopo il calvario subito post Celtics.
Il rischio è decisamente calcolato: se dovesse andar bene, Malone si troverà un’altra freccia ad un arco già molto ricco e vario; se dovesse andar male invece, in quel caso i Nuggets avranno buttato via solo un paio di milioni.

Ora manca solo la controprova del campo, perché sulla carta in Colorado devono provare finalmente l’assalto decisivo ai playoff, che mancano ormai da ben 5 lunghi anni.

 

QUINTETTO: Murray-Barton-Craig-Milsap-Jokic

 

 

Rivediamoci il meglio della stagione 2017/2018 dei Denver Nuggets:

Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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