PAGELLONE: EP.13 – PHILADELPHIA 76ERS

PAGELLONE: EP.13 – PHILADELPHIA 76ERS

VOTO: 6-

Stagione 2014-15: 18 vittorie. Stagione 2015-16: 10 vittorie. Stagione 2016-17: 28 vittorie. In totale sono 56 vittorie negli ultimi 3 anni. Lo scorso anno a Philadelphia di vittorie ne sono arrivate 52, il massimo dalla stagione 2000-2001, quando i 76ers di Iverson, Mutombo e coach Larry Brown raggiunsero le Finals, perdendole poi 4-1 contro i Los Angeles Lakers. Quest’anno la corsa dei ragazzi della Città dell’Amore Fraterno si è interrotta in semifinale di Conference contro i Boston Celtics, in un antipasto di quella che potrebbe essere la Finale di Western Conference dei prossimi anni.

Il miglioramento dei ragazzi di coach Brett Brown è dovuto al devastante impatto di Ben Simmons nella Lega, premiato con il premio (contestato) di Rookie dell’anno a fine stagione, dopo un’annata da 15.8 punti, 8.1 rimbalzi e 8.2 assist a partita, numeri che non si vedevano da quando a vincere il premio di ROY fu Lebron James nel 2004. Oltre al play australiano, i miglioramenti sono stati dati dalla continuità trovata da Joel Embiid, dalla solidità di JJ Redick e dalla (ri)scoperta Dario Saric, oltre che ai fondamentali arrivi a stagione in corso di Marco Belinelli ed Ersan Elyasova, che hanno dato ulteriore profondità alla second-unit Sixers.

Ben Simmons al NBA Awards Ceremony con il premio di Rookie dell’anno. (Photo by Richard Shotwell/Invision).

Purtroppo per Philly, però, una off-season che sarebbe dovuta essere trionfale, con le voci sui possibili arrivi dello stesso Lebron James o anche di Kawhi Leonard, si è trasformata in un flop parziale. La dirigenza (a causa anche della mancanza di Bryan Colangelo, licenziato dopo lo scandalo “files” di giugno) non è riuscita a tenere Belinelli ed Elyasova, partiti rispettivamente in direzione San Antonio e Milwaukee (un ritorno per entrambi), e li ha sostituiti con Wilson Chandler (arrivato dai Nuggets insieme a una seconda scelta 2021 e cash) e Mike Muscala (rientrato nella famosa trade a 3 di Carmelo Anthony). Sono stati confermati, invece, per un altro anno sia JJ Redick che Amir Johnson, tasselli importanti dello zoccolo duro Sixers dello scorso anno.

Con l’addio di Belinelli, i 76ers salutano anche i suoi 13.6 punti a partita (miglior dato di carriera), oltre che la sua capacità di essere subito decisivo in uscita dalla panchina. (Credits by Jesse D. Garrabrant/NBAE via Getty Images)

Dal Draft Phila ha pescato con la 16, Zaire Smith (scelta inizialmente dei Suns), ala piccola da Tecas Tech, che però è stato colpito dalla ormai classica maledizione dei rookies di casa Sixers, rimediando un infortunio al ginocchio che lo terrà fuori dai campi per qualche mese; con la 26 e con la 54, invece, sono arrivati rispettivamente Landry Shamet, play da Wichita State, e Shake Milton, anche lui play da SM University.

L’obiettivo dei Philadelphia 76ers è quello di migliorare il risultato dello scorso anno, cercando di conquistare la finale di Conference e poi, magari,di andarsi anche a giocare l’anello a giugno; l’impresa non sarà facile perché il tanto atteso salto di qualità estivo non è arrivato (anzi, forse Phila è tornata anche un po’ indietro) e i Celtics con i ritorni di Irving e Hayward sembrano essere ancora un bel passo avanti. Il gruppo però è giovanissimo e ha ancora ampi margini di miglioramento: aspettando la free-agency 2019, Phila proverà comunque il colpaccio.

 

QUINTETTO: Simmons-Redick-Saric-Covington-Embiid

 

Premete “play”, mettetevi comodi e godetevi il meglio dei 76ers 2017-2018:

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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