PAGELLONE: EP.12 – ORLANDO MAGIC

PAGELLONE: EP.12 – ORLANDO MAGIC

VOTO: 5+

Quando il miglior acquisto della tua estate è un ragazzone di appena 20 anni senza alcuna esperienza nel basket dei grandi, vuol dire che di magico a Orlando è rimasto ben poco. Sì, perché la dirigenza Magic oltre le chiamate al Draft, non è riuscita a portare nella patria di Disneyland quasi nessuno, e i pochi che sono arrivati non promettono assolutamente di cambiare faccia alla franchigia, anzi.

Partiamo dalle (poche) note positive che potrebbero esserci il prossimo anno a Orlando, che forse potremmo ridurre addirittura anche ad una sola: Mo Bamba. Guardandolo giocare, il paragone con Dwight Howard, uno che ha fatto la storia recente della franchigia è immediato, eppure i mezzi fisici dovrebbero essere quelli, o anche superiori, se gestiti nel modo corretto. Bamba è, come detto, un classe ’98 proveniente da Texas at Austin, che grazie ad alcune sue peculiarità ha fatto alzare più di qualche sopracciglio, più di tutti però quello della dirigenza Magic, che alla 6 non se lo è fatto scappare: Mo è alto 2 metri e 13, ha una apertura di braccia di 238 cm (Gobert, per fare un esempio, si ferma a 234, Antetokounmpo a 221, Anthony Davis a 227), corre i tre quarti di campo in 3.04 secondi (meno di Wall o Westbrook alla sua età), ha una mobilità impressionante e un tiro dalla media più che affidabile. Una macchina da guerra in poche parole. Allora cosa ha fatto scivolare così indietro una potenziale prima scelta? Un fisico ancora acerbo (al contrario di Ayton, prima scelta del Draft) e un atteggiamento durante le partite a volte troppo rinunciatario. Se coach Steve Clifford riuscirà a lavorare sulla testa prima che sulla tecnica, forse a Orlando potrebbero aver trovato un vero gioiello.

I due migliori centri del Draft 2018, DeAndre Ayton (a sinistra) e Mo Bamba. (Credits by ESPN).

Per il resto non c’è molto da dire, perché gli altri due prospetti del Draft, Melvin Frazier (con la 35, ala piccola) e Justin Jackson (con la 43, ala grande), avranno a disposizione un numero esiguo di minuti e, al momento, sembrano poter diventare due semplici giocatori di rotazione; gli altri arrivi sono Mozgov, Grant (arrivati tramite trade) e Martin, anche loro sicuramente non in grado di fare la differenza.

In uscita, invece, le due maggiori perdite sono stati Mario Hezonja, andato a New York, e Bismack Biyombo, che sempre tramite la trade che ha portato Mozgov e Grant a Orlando, dopo soli due anni ha fatto ritorno a Charlotte.

I tifosi di Orlando, dovranno aspettare ancora prima di poter riabbracciare i playoff, anche se il livello mediocre della Conference, quello non così basso dello starting-5 (l’anno scorso Gordon, Vucevic e compagni partirono con un “clamoroso” 5-1) e un bel po’ di fortuna (ma si sa che nella città di Disneyland quella non si fa vedere da un po’), potrebbero essere gli ingredienti del miracolo. Noi, però, al momento ai miracoli preferiamo non crederci.

 

QUINTETTO: Fournier-Ross-Gordon-Vucevic-Bamba

 

Vediamo intanto le giocate più “magic” della stagione 2017-2018 di Orlando:

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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