PAGELLONE: EP.7 – DETROIT PISTONS

PAGELLONE: EP.7 – DETROIT PISTONS

VOTO: 5+

Dopo l’arrivo a fine gennaio di Blake Griffin, i Pistons puntavano nell’accoppiata formata proprio dall’ex Clipper e da Andre Drummond per cercare di raggiungere i play-off già dalla passata stagione, obiettivo sfuggito ad una squadra che non è mai riuscita a trovare un’identità, se non nella prima parte della stagione cavalcando i nuovi innesti e, in particolare, Avery Bradley, poi finito a Los Angeles proprio nell’affare Griffin.

Nella Mo-Town i PO mancano dal 2016, quando la corsa della squadra guidata all’epoca da Stef Van Gundy si interruppe già dal primo turno, playoff che quest’anno sembrano essere l’obiettivo dichiarato della franchigia, nonostante i colpi di mercato non confermino a pieno questa intenzione.

In panchina, a sostituire l’esonerato Van Gundy, è arrivato Dwane Casey (anche lui esonerato dai Toronto Raptors), fresco vincitore del premio di Miglior Allenatore dell’anno, che proprio in Canada ha fatto benissimo la passata stagione durante la Regular Season, riuscendo ad allungare le rotazioni di una squadra che sembrava non averle, cioè quello che servirebbe anche ai Pistons.

La principale novità della prossima stagione a Detroit, Dwane Casey. (Credits by Chris Pizzello/Invision)

Un’altra grossa mancanza nel roster della città dello Stato del Michigan erano i difensori perimetrali (gli stessi che hanno fatto grandi i Pistons a inizio anni 2000) e la lacuna è stata parzialmente coperta con l’arrivo di Glenn Robinson III, che a cifre popolari potrebbe essere un buon colpo e che si giocherà il ruolo di ala piccola con Stanley Johnson.

Gli altri due nuovi arrivati, invece, lasciano più che qualche punto di domanda sebbene provengano dalle squadre finaliste NBA dello scorso anno. Il primo è Jose Calderon, che sarà utilizzato come back-up di Reggie Kackson e Ish Smith e verrà buttato nella mischia nei finali di partita con risultato già ampiamente deciso. Il secondo è Zaza Pachulia, che sebbene firmato al minimo salariale, sarà completamente bloccato nel ruolo da Drummond e troverà pochissimo spazio. Forse sarebbe stato meglio investire il poco spazio salariale rimasto per giocatori giovani, che riuscissero a dare un’identità difensiva alla squadra, invece, che a veterani presi per svernare in panchina nel finale di carriera.

Questa è forse l’ultima occasione che Detroit ha per cercare di invertire rotta e tornare ad essere una squadra capace di andare sopra il 50% di vittorie, altrimenti già dalla prossima off-season si potrebbe accarezzare l’idea di ricostruire da zero.

 

QUINTETTO: Jackson-Bullock-Johnson-Griffin-Drummond

 

Qui trovate il meglio della stagione 2017-2018 nella Mo-Town:

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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