PAGELLONE: EP.5 – CHICAGO BULLS

PAGELLONE: EP.5 – CHICAGO BULLS

VOTO: 6

I Bulls erano una delle squadre con più spazio salariale da sfruttare, ma hanno deciso di puntare maggiormente sulla prossima free agency, che si preannuncia essere interessante come quella appena passata.

Nella città con più ponti mobili al mondo (45) hanno deciso di puntare forte su due nomi: Jabari Parker, arrivato dopo la brutta parentesi a Milwaukee, e Zach LaVine. Parker, come detto, arriva da un ultimo anno e mezzo molto travagliato e nelle 30 partite dello scorso anno ha fatto vedere solo a sprazzi il giocatore che era prima dell’infortunio del febbraio 2017, proprio per questo i Bulls si sono voluti cautelare e nel biennale offerto all’ex Duke è stata inserita una team option sul secondo anno; tutto da valutare sarà l’inserimento in quintetto di Jabari Parker, visto che la posizione di 4 dovrebbe essere di proprietà di Markkanen e quella da 3 non è molto gradita allo stesso Parker. Anche LaVine viene da un paio di annate complesse, ma, nonostante tutto, quelli della Windy City hanno voluto offrirgli un quadriennale da 72$ milioni (anche qui, con l’inserimento di una clausola, viste le condizioni fisiche precarie della guardia da UCLA).

Il futuro Bulls: Parker e LaVine. (Credits by NBA.com).

Dal Draft, invece, è arrivato con la chiamata numero 7, Wendell Carter Jr: 208 centimetri per 112 chili, è il classico centro da basket moderno, quello dotato di ottime mani sia per concludere a canestro da varie distanze che per passare il pallone, non sarà un mostro di atletismo e misure, ma sembra essere fatto di marmo. In difesa ha fatto vedere ottime cose in Summer League, cosa che servirà nel modo più assoluto ai Bulls, viste le evidenti lacune di LaVine e Parker nella propria metà campo. Intrigantissima sarà, quindi, l’accoppiata sotto canestro proprio con Markkanen.

“Fear None”, paura di nessuno. Questo il tatuaggio sulle braccia di Wendell Carter Jr. (Credits by Chicago Tribune)

Per il resto la squadra è quella dell’anno scorso e, quindi, anche i Bulls si vanno inserire nel lotto delle pretendenti ad una chiamata alta per il Draft 2019. Hanno del potenziale per crescere e nessuna fretta nel farlo. E poi chissà, magari la prossima estate potrebbe sbarcare qualche grande nome sulle rive del lago Michigan.

 

QUINTETTO: Dunn-LaVine-Holiday-Markkanen-Lopez

 

Qui troviamo le più belle giocate della passata stagione dei ragazzi dell Windy City:

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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